Gli allevatori in crisi a causa del prezzo del latte

La protesta a Maccarese prosegue, gli allevatori non possono più andare avanti per il prezzo del latte sempre più basso. Tante imprese in ginocchio perché costrette a lavorare in perdita.

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allevatori – fregenereport.it

L’abbassamento del prezzo del latte sta mettendo in serie difficoltà gli allevatori del Lazio, che protestano per la situazione insostenibile.

A Maccarese diversi allevatori hanno iniziato una protesta da alcuni giorni sotto la sede di Latte Sano a via della Muratella. I manifestanti hanno ribadito che se questa situazione non viene risolta, non andranno via da lì e continueranno a protestare.

La crisi del prezzo del latte

In questi giorni a far scattare l’allarme è la crisi del latte che sta mettendo gli allevatori del Lazio in gravi difficoltà. Nello specifico, a far preoccupare è la diminuzione del prezzo del latte, ovvero quanto dovrebbe essere pagato a loro.

Da quanto emerso, vogliono pagare il latte agli allevatori meno di quanto costa a loro per produrlo. Per protestare contro questa ingiustizia, che vorrebbe dire dare un colpo netto alle imprese e farle morire, gli allevatori hanno deciso di manifestare.

Oltre che a Roma, anche a Maccarese è stata indetta una protesta da 4 giorni che si tiene in via Muratella, proprio sotto la sede di Latte Sano. Nonostante la tempesta, gli allevatori non si sono fermati e sono rimasti sotto la sede di Latte Sano per chiedere rispetto e dignità.

Prezzo del latte sotto i costi di produzione

Il presidente della Cooperativa Latte Più Valentino Vela ha dichiarato che la protesta è contro il prezzo del latte, abbassato sotto i costi di produzione e deciso nel mese di febbraio. Le aziende non possono accettare perché non riuscirebbero a coprire i costi di produzione e rischiano di chiudere.

Vela ha sottolineato che ogni giorno gli allevatori del Lazio devono lottare con i costi elevati di produzione e profitti molto bassi, che non consentono di andare avanti. Il Presidente ha ribadito che all’ente è stata chiesta un’alternativa valida, ma dall’altra parte c’è stato silenzio.

Questo vuol dire che gli allevatori, invece di far arrivare late di alta qualità sulle tavole, dovranno mandarlo al macero. Vela ha sottolineato che da 60 centesimi il prezzo è calato a 57, ancora di più sotto i costi di produzione che si attestano a 65.

Le aziende rischiano la chiusura

I manifestanti hanno ribadito che non andranno via se prima non verrà trovata una soluzione che permetta loro di continuare a lavorare con dignità. Vela ha anche spiegato che la crisi del prezzo del latte rischia di far chiudere i battenti a tantissime aziende.

Con il prodotto pagato sottocosto andare avanti è impossibile e non ci sarà altra alternativa che chiudere per molte imprese che operano nel settore. La crisi odierna è di gran lunga più grave di quella che si è verificata alla fine degli anni 90, quando c’erano state le multe delle quote latte.

Purtroppo, visto che sono sempre meno coloro gli interlocutori che operano in questo settore, è come se detenessero il monopolio e quindi dettano legge e condizioni. Ma andare avanti con questo sistema è troppo difficile e gli allevatori non possono resistere in eterno. Per questo chiedono condizioni migliori, che consistono semplicemente in un prezzo più alto pagato al latte prodotto.